Il Bostrengo di Urbania: L’antico “svuotadispensa” del Montefeltro
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Ingredienti (per 8 persone)
Preparazione
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1
Mettere in una pentola abbondante acqua leggermente salata e portare a bollore, poi versare il riso e farlo cuocere fino a cottura, prestando attenzione che non si scuocia.
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2
Nel frattempo mettere a rinvenire l'uvetta in acqua tiepida, tritare grossolanamente noci, nocciole, mandorle e tagliare in piccoli pezzi i fichi secchi.
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3
Quando il riso sarà cotto, scolare e mettere in un recipiente molto grande. A questo punto aggiungere nel riso lo zucchero, la cannella, il pane raffermo, il latte e l'uvetta sultanina (precedentemente scolata e asciugata). È molto importante mescolare gli ingredienti accuratamente ogni volta, in modo che possano essere ben amalgamati.
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4
Infine aggiungere il cacao amaro in polvere, la scorza dell'arancia grattugiata il liquore e le uova precedentemente ben sbattute con una forchetta. Il composto ottenuto dovrà essere né troppo liquido né troppo denso. Se dovesse risultare troppo denso, aggiungere un po' di latte.
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5
Imburrare (o ricoprire con carta da forno) una teglia grande da forno, dai bordi piuttosto bassi (o due teglie più piccole), versare il composto e scuotere leggermente la teglia in modo da uniformare lo spessore. Prendere una forchetta ed infilarla nel bostrengo: lo spessore non deve superare l'altezza dei rebbi. Cuocere il bostrengo in forno preriscaldato a 180-200°c per circa un'ora o comunque fino a quando non risulta ben asciutto.
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6
Una volta che il dolce è pronto, lasciarlo raffreddare completamente, poi cospargerlo con dello zucchero e servire freddo tagliato a losanghe.
Parola di Chef
Il Bostrengo è il dolce simbolo dell'inverno di Urbania e di tutto il Montefeltro, storicamente legato alla tradizione contadina. Questo dolce ogni famiglia lo preparava almeno una volta durante i lunghi inverni e, nelle famiglie più povere, era consumato non come dolce, ma come piatto unico durante la cena. Erano le donne anziane delle famiglie patriarcali a prepararlo perché richiedeva "occhio", cioè l'esperienza di dosare tutti gli ingredienti, poiché la ricetta non era scritta ma imparata guardando ed aiutando le donne della famiglia più esperte nella preparazione. Oggi la ricetta è sicuramente arricchita negli ingredienti, ma conserva tutto il fascino e il gusto della tradizione ed è riproposto come il dolce tipico della Festa nazionale della Befana di Urbania.